Arianna Matta
Arianna Matta è una pittrice italiana la cui ricerca indaga la costruzione percettiva dello spazio e la relazione tra natura e artificio nell’immaginario contemporaneo.
Le sue opere nascono da ambienti riconoscibili — serre, giardini, architetture vegetali — che vengono progressivamente destabilizzati attraverso stratificazioni, cancellazioni e slittamenti luminosi fino a diventare spazi mentali.
La pittura è per Matta un processo di trasformazione: l’immagine emerge e si dissolve simultaneamente, mantenendo una tensione costante tra controllo compositivo e perdita. La presenza umana, quando appare, è fragile, transitoria, spesso in bilico tra figurazione e dissoluzione materica.
Il colore, prevalentemente costruito su gamme verdi e terrose desaturate, non descrive la natura ma crea condizioni atmosferiche e psicologiche immersive. La luce agisce come elemento strutturale che apre varchi percettivi e ridefinisce la profondità.
Il suo lavoro si inserisce nel dibattito contemporaneo sulla pittura come spazio di esperienza e non di rappresentazione, mantenendo un dialogo con la tradizione del paesaggio europeo e con ricerche pittoriche internazionali orientate alla percezione e alla memoria visiva.
Vive e lavora vicino Roma.
Ha esposto in Italia e all’estero, tra cui: Los Angeles, Hamilton’s Gallery (2011); Parigi, Theodora Gallery (2018); Verona, Galleria La Giarina – Interrogare la scomparsa (2018); Roma, Galleria Russo – Glitch (2023); Bologna, Galleria Forni – Ecocentrica (2024).
Vive e lavora ad Albano Laziale (Roma).
Lost in nature 120 x 160 cm olio su tela
Protocollo del vuoto 150 x 190 com olio su tela
Sogliainterrotta vuoto 150 x 190 com olio su tela
Il mondo dietro di me 100 x 140 cm olio su tela
Memoria fotosintetica 120 x 80 cm olio su tela
Assenza di segnale 199 x 299 cm - olio su tela
Serra laguna 120 x 80 cm olio su tela